Con settembre le giornate iniziano ad accorciarsi e l’esposizione solare più intensa tende gradualmente a diminuire. È quindi un buon momento per tornare a fare scorta dei nostri esfolianti preferiti o per introdurne uno per la prima volta nella routine.
Questo, però, non significa che la crema solare possa andare in letargo. La protezione solare va applicata ogni mattina, in estate come in autunno e in inverno.
Se non hai mai esfoliato la pelle e davanti a sigle come AHA, BHA e PHA non sai da dove iniziare, sei nel posto giusto. Gli esfolianti non sono tutti uguali: alcuni lavorano soprattutto sulla superficie della pelle, altri sono più indicati quando il problema è l’accumulo di sebo nei pori, altri ancora offrono un’azione più graduale.
La domanda, quindi, non è quale sia l’esfoliante “migliore” in assoluto, ma quale sia il più adatto alla tua pelle e al risultato che vuoi ottenere.
Che cosa significa esfoliare la pelle?
Esfoliare significa favorire la rimozione delle cellule morte che si accumulano sulla parte più esterna della pelle. Quando questo accumulo diventa più evidente, l’incarnato può apparire spento, la grana meno uniforme e i pori più visibili. Anche il make-up può aderire in modo meno omogeneo.
Una corretta esfoliazione aiuta a rendere la pelle più liscia, luminosa e uniforme, ma non deve necessariamente provocare pizzicore o desquamazione per funzionare. Anzi, esfoliare troppo o scegliere un prodotto eccessivamente intenso può indebolire la barriera cutanea e ottenere l’effetto opposto.
Gli esfolianti a base di acidi o enzimi possono trovarsi in tonici, sieri, pad, detergenti, polveri e trattamenti da risciacquo.
In breve:
- BHA: indicato soprattutto per sebo, punti neri e pori ostruiti;
- AHA: lavora sulla superficie e aiuta in caso di pelle spenta e grana irregolare;
- PHA: offre un’esfoliazione più graduale, spesso apprezzata dalle pelli secche o sensibili;
- enzimi: favoriscono un rinnovamento superficiale delicato e sono un buon punto di partenza per molti principianti.
Come inserire l'esfoliante in una skincare routine
Potrebbe sembrare una domanda scontata, ma in realtà non lo è. Data la grande varietà di formule disponibili, è normale chiedersi quale esfoliante scegliere e su quale tipologia di prodotto puntare.
Nel modello classico della skincare coreana, l’esfoliazione corrisponde allo Step 3 della routine, da eseguire dopo la doppia detersione e prima del tonico. Non si tratta, però, di un passaggio quotidiano: un trattamento esfoliante specifico va introdotto con cautela, soprattutto in caso di pelle sensibile o reattiva. Per iniziare, può essere sufficiente utilizzarlo una volta alla settimana, aumentando eventualmente la frequenza solo se la pelle lo tollera e nel rispetto delle indicazioni del prodotto.
Lo Step 3, inoltre, non è obbligatorio. Gli attivi esfolianti possono essere presenti anche in detergenti, tonici, sieri e maschere, spesso in formule pensate per offrire un’azione più graduale. In questi casi, il prodotto va utilizzato nel passaggio corrispondente. Un tonico esfoliante sostituisce il tonico abituale, un siero si applica nello step dei sieri e un detergente durante la detersione. Questa soluzione permette di beneficiare dell’esfoliazione senza aggiungere necessariamente un prodotto specifico alla routine, ricordando però di non sovrapporre più esfolianti nella stessa applicazione.
BHA: che cos’è, cosa fa e per chi è indicato
Quando si parla di BHA, o beta-idrossiacidi, nella skincare si fa riferimento soprattutto all’acido salicilico e, in alcune formule coreane, a suoi derivati come la betaina salicilato.
La caratteristica che lo distingue dagli AHA è la sua affinità con la componente oleosa: riesce quindi ad agire dove si accumulano sebo e cellule morte.
Il BHA aiuta a mantenere i pori liberi, ridurre l’accumulo che favorisce i punti neri e rendere la grana più uniforme. Un poro pulito può anche apparire meno evidente, ma nessun cosmetico può cancellarlo o modificarne definitivamente la dimensione.
È generalmente la scelta più mirata per:
- pelle grassa o mista;
- zona T lucida;
- punti neri e filamenti sebacei molto evidenti;
- pelle soggetta a imperfezioni.
Se la pelle è secca o sensibile, il BHA non è necessariamente vietato, ma va scelto in formule delicate e introdotto con maggiore gradualità. In presenza di acne persistente o molto infiammata, invece, la skincare cosmetica non sostituisce il parere del dermatologo.
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AHA: che cosa sono, cosa fanno e per chi sono indicati
Gli AHA, o alfa-idrossiacidi, sono esfolianti idrosolubili che agiscono soprattutto sulla superficie della pelle. Tra i più utilizzati troviamo acido glicolico, acido lattico e acido mandelico.
Non hanno tutti la stessa intensità. L’acido glicolico ha una struttura più piccola e può offrire un’azione più decisa; l’acido lattico unisce l’esfoliazione a buone proprietà idratanti; l’acido mandelico agisce generalmente in modo più graduale.
Gli AHA aiutano a migliorare l’aspetto di pelle spenta, ruvida o dal tono poco uniforme. Con un uso costante e ben tollerato possono rendere più levigata la superficie e contribuire a rendere meno visibili piccole discromie e linee superficiali.
Sono particolarmente interessanti per:
- pelle normale o secca;
- incarnato spento e poco luminoso;
- piccole discromie post-imperfezioni;
- texture ruvida;
- pelle matura che cerca un’azione levigante.
Se non hai mai utilizzato AHA, è meglio iniziare con una formula delicata una volta alla settimana, senza inseguire subito la percentuale più alta. Più forte non significa automaticamente più efficace per la tua pelle.
Se vuoi lavorare soprattutto su luminosità e uniformità della grana, esplora gli esfolianti con AHA selezionati per la skincare coreana.
PHA: che cosa sono, cosa fanno e per chi sono indicati
I PHA, o poli-idrossiacidi, comprendono attivi come gluconolattone e acido lattobionico. Hanno una struttura molecolare più grande rispetto a molti AHA e agiscono in modo più graduale sulla superficie cutanea. Possiedono inoltre proprietà umettanti che aiutano a trattenere l’idratazione.
Per questo motivo sono spesso scelti da chi desidera levigare la pelle senza partire da un esfoliante troppo intenso. Possono aiutare a rimuovere delicatamente l’accumulo superficiale, migliorando morbidezza e luminosità con un approccio progressivo.
Sono una buona opzione per:
- pelle secca o disidratata;
- pelle sensibile che tollera poco gli acidi più intensi;
- chi non ha mai utilizzato un esfoliante;
- chi cerca un prodotto delicato da inserire con gradualità;
- pelle matura che ha bisogno anche di comfort e idratazione.
“Delicato”, però, non significa privo di qualsiasi rischio di irritazione. Se la pelle brucia, è molto arrossata o presenta una barriera compromessa, è meglio sospendere temporaneamente tutti gli esfolianti, compresi i PHA, e concentrarsi su detersione delicata, idratazione e protezione.
Cerchi un’esfoliazione graduale e confortevole? Scopri i prodotti con PHA pensati per levigare senza appesantire la routine.
Enzimi: che cosa sono, cosa fanno e per chi sono indicati
Gli esfolianti enzimatici utilizzano enzimi come papaina, protease e bromelina. Questi attivi favoriscono il distacco delle cellule morte agendo sulle componenti proteiche presenti nello strato più superficiale della pelle.
L’azione è diversa da quella degli acidi, ma l’obiettivo resta simile: rendere la superficie più liscia e luminosa.
Si trovano spesso in detergenti in polvere, maschere da risciacquo e tonici. Sono particolarmente interessanti per chi desidera un gesto semplice e controllabile oppure non si sente ancora pronto per un esfoliante acido da lasciare in posa.
Possono essere adatti a:
- chi si avvicina per la prima volta all’esfoliazione;
- pelle spenta o ruvida in superficie;
- pelle secca o sensibile, se la formula nel complesso è ben tollerata;
- chi cerca un’esfoliazione leggera da affiancare a una routine essenziale.
Anche gli enzimi possono provocare irritazione o reazioni nei soggetti sensibili, soprattutto in caso di allergia alla fonte vegetale da cui derivano. È quindi importante rispettare il tempo di posa e provare prima il prodotto su una piccola zona.
Se preferisci partire da un’esfoliazione più graduale, scopri la selezione con papaina, protease e altri enzimi.
E se un prodotto contiene più tipi di esfolianti?
Molti cosmetici coreani combinano AHA, BHA e PHA oppure uniscono un acido a un enzima. Non è necessariamente un segnale di aggressività: in alcune formule ogni attivo è presente in quantità contenute e la combinazione serve a lavorare su esigenze diverse.
La regola più utile è valutare il prodotto nel suo insieme. Una formula già studiata con più attivi non equivale a stratificare autonomamente tre esfolianti diversi.
Se scegli un prodotto multi-acido, trattalo come il tuo unico esfoliante della routine e non aggiungerne altri nella stessa sera.
Come iniziare a esfoliare senza esagerare
Se sei alle prime armi, una routine semplice ti permette di capire molto meglio come reagisce la pelle:
- Scegli un solo esfoliante in base alla tua esigenza principale.
- Fai un patch test e inizia con una sera alla settimana.
- Segui le istruzioni del prodotto: un tonico, una polvere detergente e una maschera da risciacquo non si usano allo stesso modo.
- Completa con prodotti idratanti e una crema che aiuti a mantenere la barriera cutanea confortevole.
- Se dopo alcune settimane la pelle è stabile, valuta di aumentare gradualmente la frequenza, senza superare quella indicata dal brand.
- Applica ogni mattina una protezione solare ad ampio spettro, anche quando il cielo è coperto o fa più freddo.
È preferibile non utilizzare l’esfoliante nella stessa sera di retinoidi, altri acidi o trattamenti potenzialmente irritanti.
Non tutte le combinazioni sono incompatibili in assoluto, ma separarle riduce il rischio di sovraccaricare la pelle e rende più facile capire quale prodotto sta causando un’eventuale reazione.
AHA, BHA, PHA o enzimi: quale scegliere?
La scelta può essere più semplice di quanto sembri:
- scegli un BHA se il problema principale è l’accumulo di sebo nei pori, con punti neri e imperfezioni;
- scegli un AHA se vuoi lavorare soprattutto su luminosità, grana ruvida e tono poco uniforme;
- scegli un PHA se desideri un’esfoliazione progressiva e la tua pelle tende a essere secca o sensibile;
- scegli gli enzimi se sei alle prime armi o preferisci un trattamento superficiale e delicato, anche da risciacquo.
Qualunque sia la scelta, ricorda che la costanza conta più dell’intensità. L’esfoliante giusto non è quello che si sente di più, ma quello che la tua pelle riesce a tollerare nel tempo.
E se continui ad avere dubbi su quale esfoliante possa fare al caso tuo, scrivici all’indirizzo info@kippun-haru.com per consigli più mirati e personalizzati!
